CIN (Codice Identificativo Nazionale)
Il CIN (Codice Identificativo Nazionale) è un codice alfanumerico univoco che identifica le strutture ricettive e gli immobili destinati a locazioni brevi sul territorio italiano.
Introdotto dall'art. 13-ter del DL 145/2023 (convertito in Legge 191/2023) e operativo dal 2 novembre 2024, il CIN affianca i codici regionali (CIR) con un sistema nazionale unificato gestito dal Ministero del Turismo attraverso la Banca Dati nazionale delle Strutture Ricettive (BDSR).
Chi deve richiedere il CIN
Sono obbligati a dotarsi del CIN:
- Strutture ricettive (hotel, B&B, affittacamere, agriturismi)
- Locatori di immobili destinati a contratti di locazione breve (fino a 30 giorni)
- Locatori per finalità turistiche con contratti superiori a 30 giorni
Come ottenere il CIN
La richiesta si effettua tramite il portale BDSR del Ministero del Turismo. Servono:
- SPID o CIE del titolare/gestore
- Visura catastale dell'immobile
- Codice regionale (CIR) se già esistente
- Dichiarazione dei requisiti di sicurezza (rilevatori di gas e monossido, estintori)
Obblighi di esposizione
Il CIN deve essere esposto:
- All'esterno dell'immobile in modo visibile
- Negli annunci pubblicitari su tutti i portali (Airbnb, Booking, etc.)
Sanzioni
- Mancata richiesta del CIN: da 800 a 8.000 euro
- Mancata esposizione del CIN: da 500 a 5.000 euro
- Annunci senza CIN: da 500 a 5.000 euro, oltre alla rimozione dell'annuncio
Collegamento con la fiscalità
Il CIN si inserisce nel quadro normativo degli affitti brevi. La cedolare secca prevede aliquote del 21% sul primo immobile e 26% dal secondo in poi. Dal 2026, la Legge di Bilancio (L. 199/2025) limita la cedolare secca a massimo 2 immobili: a partire dal terzo scatta la presunzione di attività imprenditoriale con obbligo di Partita IVA.