BCE febbraio 2026: tassi fermi al 2%, Euribor sotto il 2%

La BCE ha confermato i tassi di interesse invariati il 5 febbraio 2026: depositi al 2,00%, rifinanziamento principale al 2,15%, prestiti marginali al 2,40%. Quinta riunione consecutiva senza modifiche, decisione unanime del Consiglio direttivo. Il dato che ha sorpreso i mercati, stavolta, non arriva da Francoforte ma dal mercato interbancario: l'Euribor 3 mesi ha rotto al ribasso la soglia del 2% per la prima volta, attestandosi all'1,981%.
Rispetto alla nostra preview pre-riunione, il quadro si presenta leggermente migliore per chi cerca un mutuo a tasso variabile, e meno sfavorevole del previsto per il fisso. La guida Mutuo a Tasso Fisso vs Mutuo a Tasso Variabile resta il punto di partenza per orientarsi.
Cosa cambia rispetto alla preview: Euribor e IRS aggiornati
Nella nostra analisi del 29 gennaio avevamo segnalato un Euribor 3 mesi stabile al 2,04% e un IRS 20 anni al 3,25%. Due settimane dopo, entrambi i parametri si sono mossi. L'Euribor 3 mesi ha chiuso a 1,981% il 10 febbraio, con una media provvisoria di febbraio al 2,015%. Le previsioni indicano un ulteriore calo verso l'1,970% a fine mese e l'1,941% entro marzo.
L'IRS ha seguito una traiettoria simile. Il 10 anni si attesta al 2,82% (era 2,86% nella preview), il 15 anni al 3,06%, il 20 anni al 3,16% contro il 3,25% di fine gennaio. Un alleggerimento post-riunione che riflette la conferma dello status quo da parte della BCE.
Euribor 3 mesi a 1,981%, prima volta sotto il 2%. IRS 20 anni sceso a 3,16% dal 3,25% pre-riunione. Entrambi i parametri si muovono a favore dei mutuatari.
Resta una tensione di fondo sui tassi a lungo termine. L'IRS 25 anni quota 3,16%, in aumento di 80 punti base rispetto al 2,4% di gennaio 2025. L'incertezza sui dazi USA-UE e la spesa pubblica europea in crescita mantengono pressione sulla parte lunga della curva.
Impatto concreto sui mutui: rata e offerte di febbraio
I nostri calcoli aggiornati su un mutuo da 150.000 euro a 25 anni mostrano un quadro favorevole al variabile:
- Tasso variabile (miglior TAN: 2,19% MPS Mio Acquisto): rata circa 647 euro/mese
- Tasso fisso (miglior TAN: 3,23% online / 3,25% BPER Promo): rata circa 731 euro/mese
- Differenza: circa 84 euro al mese, oltre 1.000 euro l'anno*
Nella preview stimavamo un differenziale di 43 euro su tassi diversi. Il gap si amplia perché il variabile beneficia dell'Euribor in calo, mentre le offerte a tasso fisso scontano la tensione IRS degli ultimi mesi.
Le offerte migliori di febbraio 2026 segnalano un mercato che si sta muovendo. BPER propone il mutuo green a TAN 2,95% (promo valida fino al 27 febbraio, TAEG 3,16%). Credit Agricole Greenback offre surroga a TAN 2,90%. Per il variabile, MPS Mio Acquisto parte da TAN 2,19%, ben sotto la media di mercato del 2,34%.
Un segnale interessante: le richieste di mutuo a tasso variabile sono salite al 9% del totale, dal 1% di un anno fa. Il fisso resta dominante con il 91%, ma la tendenza si sta invertendo.
Calcola la tua rata personalizzata con il Simulatore Mutuo e confronta le condizioni aggiornate a febbraio 2026.
Calcoli indicativi su importo 150.000 euro, durata 25 anni, LTV 80%. Utilizzare i simulatori ufficiali delle banche per stime precise.
Colombi, falchi e tre scenari per il 2026
La decisione unanime di febbraio nasconde un dibattito acceso. Sul versante colomba, Villeroy de Galhau (Banca di Francia) vede rischi di inflazione "al ribasso" e Rehn (Finlandia) condivide. Cipollone ha dichiarato a El Pais che il PIL si dimostra resiliente. Sul versante opposto, Schnabel ha ribadito a Bloomberg di sentirsi "a suo agio" con l'idea che la prossima mossa sia un rialzo, citando spesa pubblica, stimoli fiscali e intelligenza artificiale come fattori inflazionistici.
I mercati stanno ascoltando Schnabel. Gli swap incorporano 13 punti base di possibile inasprimento entro dicembre 2026, e Bloomberg assegna oltre il 50% di probabilità a un rialzo nel corso dell'anno. La posizione ufficiale di Lagarde resta "data-dependent", senza forward guidance.
Gli scenari per i prossimi mesi si concentrano su tre ipotesi:
- Base (scenario ING/Vanguard): tassi fermi al 2% per tutto il 2026, Euribor in discesa graduale verso 1,9%
- Colomba: taglio a 1,75% se inflazione resta sotto target e crescita delude
- Falco: rialzo a fine 2026 o inizio 2027 se inflazione riaccelera
La prossima riunione BCE del 18-19 marzo porterà nuove proiezioni su inflazione e crescita, il vero appuntamento da monitorare.
Come procedere nelle prossime settimane
Il contesto macroeconomico rafforza lo scenario colomba. L'inflazione in Italia è scesa all'1,0% a gennaio (ISTAT), in calo dall'1,2% di dicembre. Nell'eurozona il dato flash di gennaio segna l'1,7% — sotto il target BCE del 2% e in netto calo dal 2,0% di dicembre. Sul fronte opposto, i dazi USA-UE pesano sulle previsioni: la Commissione ha tagliato le stime di crescita PIL eurozona all'1,4% (da 1,6%), e per l'Italia l'impatto stimato va da -0,2% a -0,36% del PIL a seconda dell'entità dei dazi.
Per chi deve scegliere oggi, il variabile offre un vantaggio di rata immediato e un Euribor in discesa. Il rischio è legato allo scenario falco, ma anche in quel caso un eventuale rialzo non arriverebbe prima di fine anno. Chi preferisce il fisso può sfruttare il calo dell'IRS post-riunione per bloccare condizioni migliori rispetto a due settimane fa. La promo BPER green a 2,95% scade il 27 febbraio.
Il mercato immobiliare sostiene i volumi: 800.000 compravendite previste nel 2026, prezzi medi a 2.150 euro/mq (+3,61% annuo). Le condizioni di accesso al credito restano favorevoli, con banche aggressive sulle offerte per intercettare la domanda in crescita.